Un Borghese Bipolare

Ciao ragnonero se hai bisogno di altri chiarimenti fammelo sapere. Per me ognuno può fare ciò che vuole, anche andar via con una scarpa in testa, basta che non faccia del male agli altri. Vi ringrazio molto per le vostre risposte alle mie banali domande, ma a volte penso a come mi sono rasserenata grazie a voi e al blog. Il suo problema è capire se l’euforia scatenatasi in Vittorio è stata conseguenza dell’abuso di sostanze o se invece la mania è qualcosa di cronico.

Sono molto preoccupata per la sue condizioni psicologiche, vorrei farlo visitare da uno specialiststa, però non so come convincerlo, secondo lui sta bene e nel momento in cui gli propongo di andare da qualche medico lui non risponde, oppure diventa scontroso. Spero che il mio sospetto sia sbagliato, ma avendo una minima conoscenza di psichiatria e leggendo le varie testimonianze si sta confermando sempre di più la mia ipotesi. In quasi tre anni di analisi ho messo a soqquadro il mio passato, per poi capire che certe cose non possono fare male per sempre, che nulla può giustificare certi miei stati. Io sono stanca di funzionare come un led, di vivere in allerta, di sentirmi preda di mille insignificanti contingenze. Io sto abbastanza bene, anche con i farmaci con cui mi curo da circa 5 anni devo sempre controllare le due fasi, in particolare quella maniacale che mi distacca dalla realtà, ma vado avanti.

Pensavo che mio marito lo prendesse e se lo portasse via. Ha invece preso me per mano e mi ha portato sulla strada del mio psichiatra. Non sono una donna facile ma ho quelle qualità straodinarie che ci rendono unici xchè quando stiamo bene siamo fantastici. Ora abbiamo abbandonato il CIM che con i suoi appuntamenti mensili non ci ha aiutati molto.

Zarick anch’io pensavo nei giorni scorsi che sarebbe bello incontrarci, chiacchierare e confrontarsi. Io sono l’unica persona bipolare tra parenti, amici, al lavoro ed in società, sono l’unica che conosco ed anche per questo mi sento sola perchè anche se parlo con qualche amica dei miei problemi è per loro difficile capirmi invece credo proprio che fra di noi sarebbe più immediata la cosa perchè abbiamo tutti lo stesso problema. Caro Luca io sono una ragazza normalissima nel senso di vita sociale.

Talmente mitridatizzati e assuefatti a certe caricature della realtà – però vendute come vere e assodate – che nemmeno ce ne accorgiamo più. Disputa dal sapore vagamente ztl-medievale, d’accordo, ma attenzione che la curvatura farsesca non faccia velo alla sostanza. Non solo all’interno della Chiesa e contro questo papa ci sono pressioni e fronde e dispetti a non finire, ma si agisce anche con azioni che travalicano un pochino il codice penale. Chiunque abbia mai frequentato uno stadio sa che comincia così, prima ci si ruba le bandiere e poi finisce http://ga37.i-boss.co.kr/archives/46091 a botte . Disputa teologica, ma anche segno di fortissima pressione e di scontro ideologico, tipo la ragazza Greta che avverte il mondo dell’emergenza , contro i suoi insultatori e denigratori professionisti à la Feltri .

Salvini è il prodotto, confezionato con fiocchetti e bandierine tricolori , di tutti i cucchiaini di merda ingurgitati in anni e anni di storia italiana, di tattiche cretine, di strategie miopi e fascistogene che premiavano ricchi, benestanti e classi dirigenti a discapito di poveri, proletari e piccola borghesia. Il classismo implacabile e accuratamente innaffiato in decine di anni (e Berlusconi, e Monti, e Renzi… molte chiacchiere e molti distinguo, ma la curva delle diseguaglianze è rimasta perfettamente costante), ha acceso piccoli fuochi, e ora arriva Salvini a soffiarci sopra per mera convenienza politica e cinismo. Piccola storia di lavoro e propaganda, storia triste, ma anche istruttiva lezione sui media, minuscolo apologo su come va il mondo, o come lo si vorrebbe far andare. Per i bambini di Lodi, i migranti di Riace, i “negozietti etnici” si pretende ferreo rigore burocratico-amministrativo, spesso inventato lì per lì con intento punitivo, mentre per gli altri si mette una toppa ogni tanto, si perdona, si sana, si “mette in regola” con lo sconto. La vecchia barzelletta che la legge è uguale per tutti si aggiorna con “la burocrazia è uguale per tutti”, su base etnica.

Ma non era più questa modalità di entrata in relazione con me. [che è il suo ragazzo attuale] si laurea il 18 ottobre e poi mi viene a trovare. Doveva venire in dicembre e passare il capodanno, ma dice che gli manco troppo e che può rimanere di più. Io vorrei prima convincerlo a rimanere fino a capodanno, comunque. Tanto non arriverà prima della fine di ottobre, inizio novembre.

  • Sono certo che andrà direttamente a casa sua, ho stuzzicato la sua curiosità di donna.
  • E’ vero che seguire una cura ti puo aiutare, ma la solitudine come te dici, non guarisce mai.
  • Con grinta, cuore, psicoterapia e, ancora mio malgrado, qualche medicina.
  • Ma “non l’ho capita” è davvero osare molto, trattandosi di un presunto, possibile futuro premier.
  • Solo tu che lo conosci bene puoi, attraverso il dialogo e i momenti che vivete insieme, cercare di farlo aprire e aiutarlo ad accettare la cosa.

E stabiliti i turni, la rete va e viene, magari tocca seguire una lezione in avventuroso collegamento mentre qualcuno studia, o lavora nello stesso spazio (vale anche lo smart-working, ovviamente). Naturalmente (credo che andrò da un notaio, o da un avvocato), diffido chiunque ad “affidarmi” a qualunque tipo di culto o divinità, mi affido da solo, grazie, e se devo scegliere qualcosa di mistico me lo scelgo da me. Quindi pregherei Salvini di non andare di qui e di là a pregare per conto mio, o a mio nome, o anche solo per procurarmi un qualche vantaggio.

Lui è andato distante ma lei è rimasta lì, in quel posto, da sola. Ma chi sa se anche Pinocchio sentiva la voce della fata Turchina, o il grillo parlante; so comunque che c’è una barzelletta che vi racconto per concludere. La ragione per cui abbiamo stabilito questa unica regola di escludere i non-bipo è essenzialmente per rendere completamente a suo agio ciascun partecipante.

Aggiungerei un altro problema, tanto per gradire. Ed è che ormai scelte, decisioni, errori madornali, gaffes e capitomboli di ognuna delle parti in commedia, non hanno quasi una lettura politica, ma soltanto il peso, per così dire ludico, del rimprovero reciproco. Siamo allo sberleffo costante, come se la vita politica italiana fosse più legata al gusto sadico di veder scivolare l’avversario che alle sorti del povero paese. Con punte di vero surrealismo, come quando Grillo ha parlato di espatri e le tricoteuses del Pd sono saltate su come tappi ad accusarlo di leghismo. Il giorno dopo di espatri ha parlato il governo e tutto a posto, anzi grandi applausi. La questione, più che politica, si fa psichiatrica e dunque è bene avvicinarsi guardinghi, usando le dovute cautele.

E addio alle belle amicizie ventennali, di qualsiasi tipo, ahimé, che le rendevano sicure. Tu metti in risalto presunti successi del governo Renzi, però vorrei ricordarti che aveva promesso ben altro , capisco che in tempi di magra ci si deve accontentare, però stringi stringi quel che ha fatto è davvero poca cosa, per uno che strombazzava rivoluzioni e riforme a iosa. È evidente che non vi rendete conto di cosa scrivete, non vi rileggete.

Le mancate spallate leghiste hanno un nome e un cognome, il suo, e dopo il noto suicidio del Papeete dovrebbe sapere che le sconfitte si pagano. Per esempio, agire sotto costante pressione di uno che ha il trenta, il quaranta per cento, che vincerà tutto lui, che sarà presto il nuovo padrone del mondo come spesso si è pensato di Salvini nei mesi scorsi, induce una tentennante prudenza di cui davvero non c’è bisogno. Un Salvini fermo alle sue percentuali, il suo per cento fa un po’ meno paura e un po’ meno pressione, e si spera che di questo si accorgano anche i media che ci hanno propinato la salvineide perenne. Di mettere in discussione il Capo ancora non se ne parla, ma sarebbe bello se qualcuno ci pensasse. Ecco perché la proprietà dei mezzi di produzione diventa, come sempre è stato, il vero elemento di distacco tra classi sociali, motore di diseguaglianza.

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